di Emiliano Tognetti
Prosegue e si conclude con oggi la nostra intervista con Luisa Morandini, registrata all’edizione 2026 di “Testo” a Firenze, dove ha presentato “Il Morandini” per le edizioni Pendragon.
Emiliano: Ti vorrei fare un altro paio di domande. Visto che non ti occupi solo di cinema, ma scrivi anche, nei libri è più facile parlarne? Lo so che è una domanda scontata e che la risposta è sì, anche se, secondo me, dipende.
Luisa Morandini: Sì, ti lascio finire la domanda, ma credo di essere d’accordo.
Emiliano: Te la riformulo, perché se ti dicessi che è più facile scrivere che rappresentarla al cinema, mi diresti sì o no. Come si può rendere in un libro, che non sia necessariamente di narrativa, perché la narrativa, bene o male… Il tema delle difficoltà?
Luisa Morandini: Non ci sono delle regole. Io penso che la scrittura sia anche un mestiere e quindi ha delle regole. Credo che, teoricamente, per poter scrivere bene, bisogna avere letto tanto.
Emiliano: Tanto e bene.
Luisa Morandini: Sì, tanto, ma va bene anche “onnivoramente”, però per scrivere bisogna aver letto tanto, per saper scrivere. Poi esistono dei corsi, esistono dei master. Si può anche non aver fatto dei corsi di scrittura e riuscirci. Detto questo, per i contenuti, invece, ci vuole l’anima per trasmettere bene questo tipo di cose che mi stai chiedendo. Ci vuole l’anima, ci vuole la generosità dei sentimenti, ci vuole il desiderio di mettersi in gioco, di dire le cose anche sgradevoli, anche difficili.
Emiliano: E di evitare anche sdolcinature, però.
Luisa Morandini: Sì, questo sì, l’abbiamo detto fin dall’inizio. Cioè, il buonismo è facile. Vabbè, quello è il più facile di tutti ed è quello che spesso vende di più, anche se a noi non interessa il concetto in sé di vendere. Ci interesserebbe arrivare alle persone, però non esistono…
Emiliano: Gli editori hanno quel “brutto vizio” sul fatto che il libro deve essere venduto.
Luisa Morandini: Sì, certo. A parte che gli editori a oggi, mediamente, promuovono solo i libri che già vendono. Cioè, quelli poveri non li promuovono, che è un controsenso, la maggior parte degli editori.
Luisa Morandini: Meno male! I grandi editori non fanno così, i grandi editori.
Emiliano: Lui è un grande editore in un altro senso. È un editore grande, come te, come chi ci ospita.
Luisa Morandini: Assolutamente.
Emiliano: Ascolta, l’ultima domanda. In che direzione sta andando il cinema? Te la devo fare, è la domanda…
Luisa Morandini: Hai tutta la giornata libera?
Emiliano: Ecco, quella in cui non dovrebbe andare, secondo te?
Luisa Morandini: Quella dell’intelligenza artificiale.
Emiliano: Però si possono pagare un po’ meno gli attori.
Luisa Morandini: Questo andrebbe fatto anche senza l’intelligenza artificiale, perché comunque l’intelligenza artificiale è cara.
Emiliano: Non gli attori… I grandi attori, intendo.
Luisa Morandini: Sì, certo. Questo è un altro discorso e non vanno insieme. Cioè, gli stipendi degli attori sono una cosa scandalosa e vergognosa in un mondo di guerre, di fame e di brutture come quelle che stiamo vivendo adesso. È scandaloso, indipendentemente dalla tecnologia. Io sono un’amante dei primi Disney, “La carica dei 101”, “Biancaneve”.
Emiliano: Quelli fatti a mano.
Luisa Morandini: Quelli fatti a mano, ma anche di Bozzetto, per cui trovo che la tecnologia possa essere uno strumento molto interessante, ma andava fermata e controllata prima, perché adesso è solo uno strumento molto pericoloso, a mio avviso, culturalmente e politicamente.
Emiliano: Ecco, mi è venuta in mente un’altra domanda. I primi anni 2000, diciamo post Torri Gemelle, sono stati caratterizzati da un fenomeno, a livello proprio globale, di uscita di film e di serie TV legate ai racconti per ragazzi o alla narrativa per adulti. Vuoi la saga “Il Signore degli Anelli”, vuoi la saga di “Harry Potter”, vuoi la saga di “Dungeons and Dragons”, “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, da 20 anni a questa parte.
Luisa Morandini: È vero.
Emiliano: Pensi che questa stagione, non ti dico sia finita, ma sia arrivata alla serie: “Abbiamo spremuto la mucca e ora andiamo avanti con gli spin-off”? O c’è ancora qualcosa?
Luisa Morandini: Tutte e due le cose, nel senso che stanno spremendo tutto quello che è stato fatto e che ha avuto successo all’inverosimile, fin troppo, ovviamente, ma teoricamente la letteratura è ancora vastissima, per cui ci sarebbe il mondo. Poi è evidente che le serie TV sono entrate nella nostra vita e hanno raggiunto una qualità notevolissima, spesso anche più alta di tanti film, non è che uno vive nel paese di Biancaneve e ignora. “Il Trono di Spade”, che io non volevo vedere perché non era il mio genere, mo figlio ha insistito e insistito, l’ho guardato ed è una roba pazzesca, per come è fatto bene, per come ti coinvolge, per come ti prende e tutto quello che vuoi. Dopodiché, non è che si può fare una serie su ogni personaggio dietro il padre e andare avanti. Cerchiamo altre fonti letterarie.
Emiliano: Stanno rifacendo Harry Potter per la seconda volta, in serie. Saranno sette serie, uno per ogni libro.
Luisa Morandini: Lo so, però questo è un gioco al massacro. Il mercato ha quello che vuole, ma io al mercato offro questo. Per favore!
Emiliano: Grazie, se lo comprerà all’inverosimile. Vabbè, ti ringrazio.
Luisa Morandini: Grazie a te di avermi dato occasione di fare questa chiacchierata.

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