{"id":225,"date":"2026-05-10T20:37:03","date_gmt":"2026-05-10T20:37:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/?p=225"},"modified":"2026-05-10T20:37:03","modified_gmt":"2026-05-10T20:37:03","slug":"acd-la-bolla-delle-acque-matte-intervista-alla-regista-anna-di-francisca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/blog\/acd-la-bolla-delle-acque-matte-intervista-alla-regista-anna-di-francisca\/","title":{"rendered":"ACD: \u201cLa bolla delle acque matte\u201d: intervista alla regista Anna Di Francisca."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>di Emiliano Tognetti<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domani 11 maggio, esce in molte sale italiane \u201cLa bolla delle acque matte\u201d, un film italiano della regista Anna di Francisca. Il film ci offre uno spaccato d&#8217;Italia e di un&#8217;Italia fin troppo dimenticata: quella del post terremoto del 2016 che ha colpito le meravigliose regioni centrali della nostra penisola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi di &#8220;Carta n\u00b00&#8221; per il progetto &#8220;<a href=\"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/progetto-a-c-d-arte-cultura-e-disabilita-contro-lo-stigma\/\" data-type=\"page\" data-id=\"93\">A.C.D.<\/a>&#8221; abbiamo raggiunto la regista e le abbiamo rivolto qualche domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui il <a href=\"https:\/\/www.kiofilm.com\/la-bolla-delle-acque-matte\/\">calendario<\/a> delle uscite del film: non perdetevelo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Buona visione e buona lettura!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano Tognetti:<\/strong><br>Noi di \u201cCarta n\u00b00\u201d siamo con Anna, regista del film <em>La bolla delle acque matte<\/em>. Parliamo di un film che \u00e8 in uscita a breve, giusto? Tra qualche giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna Di Francisca:<\/strong><br>Assolutamente s\u00ec. Il film andr\u00e0 al Festival di Bellaria, dove siamo stati selezionati, e siamo molto contenti perch\u00e9 \u00e8 un festival particolarmente prestigioso per il cinema d\u2019autore. Dopodich\u00e9 partir\u00e0 un tour promozionale che inizier\u00e0 da Spoleto e toccher\u00e0 varie citt\u00e0 umbre, per poi proseguire a Milano, Roma, Firenze, Bologna, Torino e altre citt\u00e0 tra Emilia e Toscana. Speriamo di allargarci sempre di pi\u00f9 grazie alla tenacia di \u201cKio Distribuzione\u201d, che sta credendo in questo film con molta passione e testardaggine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Infatti volevo chiederti anche questo: come siete arrivati a scegliere il borgo? E com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea del ristorante multietnico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Io vivo tra Roma e l\u2019Umbria; quindi, conosco molto bene la zona di Castelluccio, questo meraviglioso borgo famoso per la lenticchia e per la sua piana straordinaria, ferita per\u00f2 dal devastante terremoto del 2016. \u00c8 un luogo assolutamente magico, famoso in tutto il mondo: lo chiamano il \u201cpiccolo Tibet\u201d, oppure lo paragonano alla Patagonia. Nel film il paesaggio ha un ruolo molto importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da tempo pensavo di realizzare un film legato alle tematiche dello spopolamento. Poi, con il terremoto, quel tema \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 urgente e doloroso. Cos\u00ec il progetto si \u00e8 trasformato nella storia di un gruppo di \u201cresilienti\u201d che non vogliono abbandonare il borgo e cercano un modo per farlo rinascere, riportando la gente sul territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui nasce l\u2019idea del ristorante, che poi diventa multietnico. Le tematiche del film ruotano infatti attorno a un parallelismo: quello tra chi ha perso tutto da emigrante e chi ha perso tutto a causa del terremoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante e dopo il sisma ho letto molti articoli su persone provenienti da altri Paesi \u2014 Africa, Asia e non solo \u2014 che erano venute in Italia sperando di trovare pace e stabilit\u00e0, ritrovandosi invece dentro una tragedia che, in alcuni casi, nemmeno conoscevano. In molte zone dell\u2019Africa, ad esempio, il terremoto non \u00e8 una realt\u00e0 vissuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo articoli che mi colpirono profondamente: persone che scavavano tra le macerie alla ricerca dei propri cari e che venivano persino scambiate per sciacalli. Da l\u00ec il film si \u00e8 allargato sempre di pi\u00f9 a questo discorso, e il suo focus \u00e8 diventato proprio questo parallelismo umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Per capirci: \u00e8 il famoso terremoto che fece crollare anche la basilica benedettina?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Certo, quello del 2016. E purtroppo siamo ancora molto indietro con la ricostruzione. Questo ha creato enormi problemi nel ricreare un tessuto sociale. Il film parla anche di questo: non bisogna ricostruire solo le case, ma anche le comunit\u00e0, che eventi come il terremoto devastano profondamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se non hai pi\u00f9 le case, le persone non tornano. Nemmeno chi frequentava quei luoghi solo periodicamente riesce pi\u00f9 a viverli. E quindi anche figli e nipoti smettono di tornare. \u00c8 una catena di conseguenze molto pesante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il film racconta tutto questo con uno stile vicino al realismo magico. Possiamo definirlo un \u201cdramedy\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho avuto un gruppo di attori meravigliosi: Fausto Russo Alesi interpreta Lorenzo, il sindaco che vuole a tutti i costi far rinascere la comunit\u00e0. Poi c\u2019\u00e8 Lucia Vasini nei panni di Elsa, la sua storica cuoca, inizialmente contraria a rimettersi in gioco ma poi pronta a cambiare idea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 l\u2019esordio cinematografico di Jaele Fo, che interpreta Silvia ed \u00e8 nipote di Dario Fo e Franca Rame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi lo straordinario attore senegalese Sidy Diop, che interpreta Ibri, e Khalid Giordano nel ruolo di Talal.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel cast troviamo anche Ida Sansone, che interpreta Augusta, Igor Stamulak nel ruolo di Koco, Elvira Cuflic nei panni di Laura Basso, Jacob Olesen nel ruolo del Ranger e il giovanissimo Suleman Ahmed, che interpreta Idrees.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Ti sei dimenticata un altro \u201cattore\u201d: il convitato di pietra che attraversa il film, cio\u00e8 lo Stato italiano. Perch\u00e9 il film racconta anche l\u2019altra faccia della medaglia: non c\u2019\u00e8 solo il terremoto, ma anche tutta la burocrazia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Assolutamente. C\u2019\u00e8 la burocrazia contro cui bisogna combattere, ma anche la speculazione edilizia. Nel nostro caso assume quasi una dimensione metafisica: non ha veri volti, ma appare attraverso droni, auto nere, presenze che incombono e vogliono speculare sul dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 anche la paura del diverso, la difficolt\u00e0 di capire chi appartiene a un\u2019altra cultura. Per me era importante sottolineare che non basta ricostruire le case: bisogna ricostruire le comunit\u00e0, imparando a conoscere l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo <em>La bolla delle acque matte<\/em> nasce proprio da questo. Le \u201cacque matte\u201d sono torrenti carsici tipici di quel territorio: scorrono e si mescolano senza sapere bene dove andranno. Come si mescolano le nazionalit\u00e0 dei personaggi, ma anche le loro ricette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Infatti volevo chiedertelo: avete inventato davvero dei piatti?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>S\u00ec, assolutamente. Abbiamo creato piatti mescolando ricette umbre con quelle suggerite dagli attori. Ci siamo divertiti moltissimo\u2026 e soprattutto le abbiamo mangiate!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>E siete ancora vivi, quindi promette bene!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Esatto! La contaminazione pu\u00f2 funzionare, nonostante nel film il personaggio di Elsa sostenga inizialmente che dovremmo mangiare solo i piatti con cui siamo cresciuti. Invece le contaminazioni possono creare qualcosa di nuovo e bello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Nel film c\u2019\u00e8 anche una sorta di follia positiva, un surrealismo che esce dagli schemi. Perch\u00e9 questa scelta? Non hai mai pensato che usare questo tono potesse rischiare di creare nuovi stereotipi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Il rischio esiste sempre. Per\u00f2 il film nasce da un lungo lavoro di ricerca, anche all\u2019interno degli SPRAR, insieme a mediatori culturali. Persino i dialoghi sono il frutto di un grande lavoro preparatorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scelta del realismo magico e del paradosso \u00e8 stata voluta, perch\u00e9 quei paesaggi e quella realt\u00e0 portano naturalmente verso una dimensione sospesa, dove convivono sogno e magia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I personaggi parlano un umbro molto riconoscibile, che li riporta continuamente alla concretezza. Per\u00f2 nel film ci sono anche le Sibille, che nella mia visione non sono figure eteree, ma donne quasi simili alla Protezione Civile: presenze che proteggono il territorio e chi lo abita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel territorio \u00e8 realmente intriso di leggende, magia popolare, racconti di sibille, chiromanti, magia bianca e nera. Anche i muri con le scritte presenti nel film si ispirano a una vera tradizione di Castelluccio: i paesani lasciavano messaggi ironici e pettegolezzi sui muri, una sorta di \u201csocial network antico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Forse era persino meglio dei social di oggi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Forse s\u00ec! Per\u00f2 era molto divertente. Io ho preso quell\u2019idea e l\u2019ho trasformata in una dimensione pi\u00f9 onirica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molte cose del film sono nate proprio dalle chiacchierate con gli abitanti del luogo. All\u2019inizio parlavamo di spopolamento; poi, dopo il terremoto, ci siamo trovati a parlare di perdite, dolore e ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo il film \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 urgente per me: sentivo di dover fare qualcosa di buono per un territorio ancora profondamente ferito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>C\u2019\u00e8 qualcosa che avresti voluto inserire nel film e che non sei riuscita a raccontare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Dal punto di vista artistico mi sono sentita molto libera e credo di aver realizzato il film che volevo fare. Certo, ci sono stati limiti economici e di tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo girato tutto in quattro settimane, senza praticamente avere giorni di copertura in caso di maltempo. E girare a 1450 metri d\u2019altitudine significa convivere con l\u2019ansia continua del tempo che cambia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per fortuna ho avuto una troupe straordinaria. Devo moltissimo all\u2019organizzatore generale, John Cesaroni, che \u00e8 stato fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa pi\u00f9 bella \u00e8 stata vedere quanto cast e troupe si siano affezionati al luogo. Alla fine tutti avevano il \u201cmal di Castelluccio\u201d: nessuno voleva pi\u00f9 andarsene. Per un regista \u00e8 una soddisfazione enorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Per ora mi fermo qui\u2026 ma solo per ora. Ho la sensazione che ci sar\u00e0 un secondo incontro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Molto volentieri. Magari dopo che avrai visto il film avrai altre domande.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>S\u00ec, per ora ho visto solo il trailer, ma sono luoghi che conosco e mentre parlavi mi tornavano in mente tante immagini. Vorrei approfondire bene il film.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Ti ringrazio davvero molto dell\u2019interesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Auguri a te e al film, che uscir\u00e0 a breve in tutta Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Grazie. Dopo Bellaria saremo a Spoleto, alla Sala Pegasus, poi in tour tra Milano, Roma, Firenze, Bologna, Rimini, Ancona, Prato e altre citt\u00e0. Se vuoi venire a vederlo in sala, ci far\u00e0 molto piacere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Emiliano:<\/strong><br>Ti ringrazio molto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anna:<\/strong><br>Grazie mille, buona serata!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Emiliano Tognetti Domani 11 maggio, esce in molte sale italiane \u201cLa bolla delle acque matte\u201d, un film italiano della regista Anna di Francisca. Il film ci offre uno spaccato d&#8217;Italia e di un&#8217;Italia fin&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":226,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[12,52,54,28,33,29,55,53,21],"class_list":["post-225","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-acd-arte-cultura-e-disabilita-contro-lo-stigma","tag-acd","tag-acque","tag-anna","tag-arte","tag-cinema","tag-cultura","tag-di-francisca","tag-matte","tag-sociale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=225"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":227,"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/225\/revisions\/227"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.associazionearchimede.org\/cartazero\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}